Animal Planet serie TV / 2006
Animal Planet serie TV • 2006
Master: DVD
Anno di produzione: 2006
Genere: serie TV ident
Durata: da 1 a 5 minuti
Aspect ratio: 1,78:1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Discovery Channel Animal Planet
Trasmesso da: Discovery Channel 2006/07
Sinossi e presentazione originale
Serie di ident per il canale tematico Animal Planet del gruppo Discovery realizzati in tecnica mista nell'autunno del 2006
Altre risorse
Regia
Paolo Caredda
Lucio Apolito
Saul Saguatti
Alessandro Diaco
Soggetto
Paolo Caredda
Lucio Apolito
Saul Saguatti
Alessandro Diaco
Producer
Claudio Scotto
Barbara Daniele
Fotografia
Paolo Caredda
Alessandro Diaco
Montaggio
Benedetto Lanfranco
Musica originale
Roberto Augus detto DJ Spillus
Casa di Produzione
Condominium
Direttore di Produzione
Grazia Grasso
Assistente alla regia
Demetrio Giacomelli
Animazioni
Alvise Renzini
Michele Bernardi
Saul Saguatti
Michele Bernardi
Saul Saguatti
Locations
Genova
Bologna
Marsiglia
Bologna
Marsiglia
Camere e cineprese
Sony HVR-Z1E Camcorder
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Dal fondo Paolo Caredda
103^ Squadra Vril / 1995
103^ Squadra Vril • 1995
Master: Beta Cam SP
Nastro: Sony BCT-60ML
Anno di produzione: 1995
Altre copie: SUPERVHS
Nastro 3M Master Broadcast
Durata: 37'23”
Aspect ratio: 1,33:1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Opificio Ciclope
Genere: mockumentary
Proiezioni: mercoledì 29 novembre 1995 Sala Blu Link Project Bologna
Sinossi e presentazione originale
Mockumentary sulla produzione di dischi volanti del III Reich.
Summa e centone dei tesori delle edicole di metà anni 90 (UFO magazine, UFO e alieni, Il giornale dei misteri etc.), profondamente debitrice del mondo fortiano di Horbiger e delle fotografie di Billy Meier venne realizzato velocemente nell'autunno del 1995
Noi non crediamo che UFO e alieni siano la stessa cosa.
Crediamo che ciò che è stato visto nei cieli sia parte della storia di questo pianeta,
una storia che siamo pronti a raccontare
Pensate davvero che esistano esseri provenienti da un altro pianeta
e velivoli provenienti da altri mondi?
E questi esseri, verrebbero fino a noi, viaggiando su navi
recanti nella parte inferiore dell scafo una torretta retrattile del tipo in uso
sugli aerei Messerschmitt?
Quelli che abbiamo visto fino ad ora sono manufatti di questo pianeta,
costruiti da esseri umani
dotati di una volontà sovraumana.
"Hanno scritto un numero sulla posta della nostra camerata. È il numero di un salmo, salmo 103"
E questi esseri, verrebbero fino a noi, viaggiando su navi
recanti nella parte inferiore dell scafo una torretta retrattile del tipo in uso
sugli aerei Messerschmitt?
Quelli che abbiamo visto fino ad ora sono manufatti di questo pianeta,
costruiti da esseri umani
dotati di una volontà sovraumana.
"Hanno scritto un numero sulla posta della nostra camerata. È il numero di un salmo, salmo 103"
Altre risorse
Regia
Lucio Apolito
Soggetto
Lucio Apolito
Leo Mantovani
Producer
Lucio Apolito
Montaggio
Lucio Apolito
Produzione
Opificio Ciclope
Musica originale
AA.VV.
Scenografia
Simone Sbabash
Cast
Leo Mantovani
Silvia Fanti
Enrico Croci
Camere
Super 8 Chinon 113 XL
Sony CCD-V8AF 8mm Video 8
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Altri materiali
Dall'archivio Opificio Ciclope
La Droga Zubov / 2001
La Droga Zubov • 2001
Master: VHS
Nastro: Basf E120 Bulk
Anno di produzione: 2001
Genere: Ident TV Serie “I millimetraggi”
Durata: 3'26”
Aspect ratio: 1.33 : 1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Università del Progetto Reggio Emilia
Genere: documentario
Trasmesso da: Studio Universal nel 2001
Proiezioni: mostra VHS+ MAMBO Museo d'Arte Moderna Bologna autunno 2018
Sinossi e presentazione originale
All'esatta intersezione tra due passioni di Paolo Caredda, Ballard e Borges, si trova la produzione di due brevi racconti: La droga Zubov e Casa de los pajaros.
Entrambi i lavori vennero realizzati durante una residenza di Paolo Caredda all'Università del Progetto di Reggio Emilia e proposti come puntate pilota a Universal Networks.
A duet commissioned (but never aired for fear of upsetting the Premium subscriber) by Universal Networks.
Stories were written with the help of two pupils from the Università del Progetto, Giovanni Cervi and Chicca Mancini.
The shots are mostly secondhand, duly scratched from the bottom of the barrel of our archives: Circonvalla di Milano, hinterlands round Bologna, Hills of Sant’ilario Genova, West London, landings from quartiere Trieste in Rome, Almaty,Kazakhstan.
Altre risorse
Regia
Paolo Caredda
Soggetto
Paolo Caredda
Producer
Nils Hartmann
Roberto Pisoni
Roberto Amoroso
Fotografia
Paolo Caredda
Montaggio
Benedetto Lanfranco
Musica originale
AA.VV.
Produzione esecutiva
Opificio Ciclope
Cast
Interpreti sconosciuti
Locations
Bologna – Casteldebole, via Stalingrado
Camere di ripresa
Sony Handycam DCR-VX1000
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
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Dal fondo Paolo Caredda
Lo Specchio / 1998
Lo Specchio • 1998
Master: VHS
Nastro: sottomarca da 120 minuti
Anno di produzione: 1998
Durata: da 2 a 5 minuti
Aspect ratio: 1,33:1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Tele+ in collaborazione con DAMS Bologna
Genere: serie documentario
Trasmesso da: Tele+ autunno del 1998
Proiezioni: no
Sinossi e presentazione originale
Serie prodotta dal DAMS di Bologna per Tele+ sul tema dello specchio. Da un idea del professore di Semiotica delle Arti Paolo Fabbri.
Altre risorse
Regia
Lucio Apolito
Saul Saguatti
Soggetto
Paolo Fabbri
Lucio Apolito
Saul Saguatti
Producer
Nenè Grignaffini
Francesco Conversano
Fotografia
Lucio Apolito
Saul Saguatti
Montaggio
Benedetto Lanfranco
Casa di Produzione
Opificio Ciclope
Musica originale
AA.VV.
Cast (Incompleto)
Bruno Pompa
Fabian Nji Lang
Locations
Bologna
Venezia
Autogrill il Cantagallo
Camere e cineprese
Hi8
Chinon Super8
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
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Dall'Archivio Opificio Ciclope
Sulle tracce del DJ Mascherato / 1999
Sulle tracce del DJ Mascherato • 1999
Master: DVCPRO
Nastro: Maxell DVP-66M
Anno di produzione: 1999
Durata: 15'06”
Aspect ratio: 1,33:1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Tele+
Genere: rubrica all'interno della Trasmissione Com'è mockumentary
Trasmesso da: Tele+ autunno del 1999
Sinossi e presentazione originale
Prodotto nel 1999 da Tele+, come segmento della trasmissione Com’è.
Altre risorse
Regia
Alessandro Diaco
Soggetto
Alessandro Diaco
Paolo Caredda
Producer
Paolo Caredda
Carmen Acquati
Claudio Scotto
Montaggio
Benedetto Lanfranco
Fotografia
Alessandro Diaco
Produzione
Tele+
Musica originale
AA.VV.
Cast (Incompleto)
Carlo Antonelli
Location
Genova
Camere e cineprese
Sony Handycam DCR-VX1000
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
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La Sfinge / 1999
La Sfinge • 1999
Master: VHS
Nastro: Reel 2000
Anno di produzione: 1999
Durata: 4'56”
Aspect ratio: 1,33:1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Tele+
Genere: rubrica all'interno della Trasmissione Com'è
Trasmesso da: Tele+ autunno del 1999
Proiezioni: no
Sinossi e presentazione originale
Prodotto nel 1999 da Tele+, come segmento della trasmissione Com’è, Prodotti insoliti dell'editoria italiana era una serie di 2 ritratti di bizzarre riviste.
Altre risorse
Regia
Paolo Caredda
Soggetto
Marco Lavagetto
Paolo Caredda
Producer
Paolo Caredda
Carmen Acquati
Claudio Scotto
Fotografia
Paolo Caredda
Montaggio
Benedetto Lanfranco
Produzione
Tele+
Musica originale
AA.VV.
Cast (Incompleto)
Marco Lavagetto
Location
Genova
Camere e cineprese
Sony Handycam DCR-VX1000
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
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Dal fondo Paolo Caredda
Catrame / 1995
Catrame • 1996
Master: -
Nastro: -
Altre copie: -
Anno di produzione: 1996
Durata: 02'17”
Aspect ratio: 1.33 : 1
Audio: stereo
Lingue originali: -
Produzione: Opificio Ciclope 2003
Première: -
Data première: riprese in occasione dello spettacolo al Link Project - Bologna 15+16.11.1996
Genere: teatro/performance
Trasmesso da: -
Proiezioni principali:-
Premi: -
Sinossi
Catrame, spettacolo di MOTUS del 1996 con Giancarlo Bianchini, Enrico Casagrande, Daniela Nicolò, David Zamagni e Cristina Zamagni, è ispirato e dedicato a La mostra delle atrocità di James G. Ballard, scrittore di fantascienza che ha indagato le trasformazioni della società moderna e la comunicazione mediatica. Con questo dispositivo MOTUS si interroga sulla realtà post-moderna: un mondo in veloce cambiamento, in cui il rapido boom delle tecnologie stava alterando completamente il rapporto dell’uomo con l’esterno. Nelle brevi riprese si intravede Giancarlo Bianchini nel retro del box scenico, e il performer David Zamagni in scena.
Presentazione originale
Catrame è ispirato e dedicato a La mostra delle atrocità di James G. Ballard, scrittore di fantascienza che ha indagato le trasformazioni della società moderna
e la comunicazione mediatica.
"L'unica performance è quella che si manifesta nell'attesa e nello sforzo… tesa a scattare, il corpo non ha sbocchi, nessun luogo verso cui dirigersi…"
G. Deleuze, “Francis Bacon: logica della sensazione”
Catrame si svolge interamente all'interno di una grande scatola trasparente di plexiglas, lunga 9 metri e larga 3.
Pannelli di ferro, modulabili, compongono la struttura scenica; una scatola geometricamente perfetta scompone il movimento degli attori all'interno, come negli esperimenti fotografici di Muybridge...
La scatola è una grande vetrina, un'esposizione (di atrocità), un tributo a J.G. Ballard, autore al quale Catrame è particolarmente dedicato...
The Atrocity Exhibition e Crash scritti da Ballard hanno ispirato Catrame: la scena, "il campo operatorio del corpo" è completamente chiuso, separato dall'ambiente esterno, proprio come una cella di isolamento, una stanza sterile e sottovuoto; allo stesso modo anche la percezione del mondo può essere confezionata sottovuoto dall'abitacolo di un'auto o dallo schermo di una Tv.
Il ritmo della performance è scandito da continui “crash test”, che il protagonista esegue instancabilmente, saltando in aria e ricadendo a terra, mentre i microfoni amplificano per il pubblico fuori dalla scatola il fragore degli impatti e i respiri. Gli attori controllano luci ed effetti sonori dall'interno: l'intera dotazione tecnica è sul fondo di questa struttura scenica, come un grande laboratorio scientifico / maniacale.
In Catrame la raving ritmica delle voci e delle immagini è ispirata dagli scritti più ossessivi e osceni di Ballard, dalle pitture con l'esasperata tensione muscolare di Bacon, dall'ironia di Burroughs.
Catrame si staglia di fronte al pubblico come uno schermo luminosissimo e giallo, molto grande.
Altre risorse
Regia
Agapito Dipilla
Lucio Apolito
Saul Saguatti
Soggetto
-
Visual Archive
BAR-BITURICI
Grafiche
DNA
Montaggio
-
Diretto da
END
Sound
A – ZAT
Produzione
Associazione Culturale MOTUS – ONLUS Rimini
Opificio Ciclope
Locations
Link Project - Bologna
Cinepresa
Super8 sconosciuta
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Proiezioni a marchio 

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Altri materiali
This is Mombaruzzo / in lavorazione
This is Mombaruzzo • in lavorazione
Master: vari
Anno di produzione: in lavorazione
Durata prevista: 90'
Aspect ratio: 1.78 : 1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Opificio Ciclope in collaborazione con Dipartimento di Sociologia Università degli Studi Milano Bicocca
Première: nessuna
Genere: documentario
Trasmesso da: no
Proiezioni: no
Sinossi e presentazione originale
This is Mombaruzzo è un documentario che racconta la storia di un piccolo borgo di campagna, scenario di un esodo rurale. Qui, vino, tartufo e feste paesane non sono più solo simboli di un'identità culturale, ma sono diventati marchi da vendere a un pubblico affamato di esperienze consumistiche.
Il film affronta temi come lo spopolamento, il declino economico, culturale e sociale, la scomparsa dei servizi e delle opportunità, con borghi deturpati da un'architettura industriale degradata.
La prosperità agricola può coesistere con il declino rurale? Case, ma non più fattorie.
La tradizione? Un remix, un tradimento accettato.
Villaggi vuoti, vecchi in attesa. Guerre per tartufi, turisti da Easy Rider, bar senza tempo, barbera e fanghi industriali.
Le relazioni si riducono a schermi. Sopravvivremo o resteremo fantasmi connessi?
Un film tra memoria e illusione, tra ciò che resiste e una comunità separata da distanze invisibili.
Fare territorio o seppellirlo?
Le aree extra-urbane, a bassa densità di popolazione, sono tradizionalmente caratterizzate da condizioni di “deprivazione” in termini di accessibilità, risorse e opportunità.
Per decenni sono state segnate da una perdita costante di popolazione e da un progressivo invecchiamento, in un circolo vizioso che ha abbassato la soglia minima necessaria a garantire servizi essenziali.
Gli abitanti di Mombaruzzo si sono come svuotati dentro: spaventati da un futuro incomprensibile, si rifugiano in un passato mitizzato.
Nuioch, A ca’ nostra, ‘Na vota sono le parole con cui iniziano i discorsi per rincuorarsi a vicenda, scuotendo la testa sconsolati davanti a un destino che percepiscono come ingiusto.
Questa apparente benevolenza, tuttavia, non impedisce che tutti cerchino di controllare tutti e che, di conseguenza, ognuno tenti di nascondere i propri intrighi e le proprie bassezze. È per questo che la macina del pettegolezzo lavora incessantemente, giorno e notte.
L’etnofiction è lucidità. Un inganno?
Il vero scivola nel verosimile, la realtà diventa miraggio. Si procede per tappe sul campo, si costruisce un’allucinazione.
Gilberto osserva un mondo che si sfalda.
Tre modi di guardare il passato: idealizzarlo, disprezzarlo, sentirlo estraneo.
Una bellezza fragile, destinata a perdersi e a resistere allo stesso tempo, come una collina che continua a esistere, indifferente, sotto il peso del cielo.
Tutto sembra sospeso, come se il presente fosse un compromesso tra un passato che si rifiuta di sparire e un futuro che non ha ancora trovato il coraggio di esistere.
Ogni cosa è vera e, al tempo stesso, inutile, come se la fatica dell’esistere fosse l’unica certezza possibile.
Un mondo assurdamente vivo, dove ogni tentativo di rinascita si scontra con la certezza della caduta.
Malgrado la vita, siccome la morte.
Nei piccoli paesi è possibile osservare la morte in presa diretta: forse per i tanti anziani, forse per le case vuote, o forse per le case di riposo che punteggiano il territorio.
L’alternarsi delle primavere riaccende la luce nelle sale e ogni volta si fa la conta. In città è diverso: persone e cose si inseguono in un flusso costante, dove è impossibile scorgerne la fine.
È come giungere a cavallina.
Qui, invece, i morti si vedono ancora. L’ultimo aveva un occhio mezzo aperto, infagottato nella bara. Non mi ha fatto grande effetto, anche se lo conoscevo.
Era l’ultimo ipogeo astronauta.
Produzione
Opificio Ciclope
Regia
Alessandro Diaco
Soggetto
Gilberto Marengo
Fotografia
Alessandro Diaco
Videografica
Alvise Renzini
Montaggio
Alessandro Diaco
Musica originale
AA.VV.
Produzione esecutiva
Elena Dell'Agnese
Un'iniziativa finanziata
Progetto di ricerca GreenAtlas
An Environmetal Atlas of Italian Landscapes
Cast
Gilberto Marengo
Location
Mombaruzzo
Telecamera
Sony HVR-Z1E Camcorder
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Paul Is Dead / 2000
Paul Is Dead • 2000
Master: VHS
Nastro: sottomarca sconosciuta
Anno di produzione: 2000
Durata: 1'30”
Aspect ratio: 1,33:1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano e inglese
Produzione: Opificio Ciclope
Genere: Demo mockumentary animazione
Sinossi e presentazione originale
Mockumentary sulla leggenda della falsa morte
di Paul McCartney.
Un esercizio di videografica che ha per soggetto la celeberrima leggenda urbana che vuole Paul McCartney morto e sostituito da un sosia nel 1966.
Qui è presente in forma ridotta il demo che fu realizzato (da 3.30").
Il progetto originale era suddiviso in 8 episodi da 13 minuti.
Il progetto è diviso in 8 capitoli. La durata prevista di ognuno è di circa 13 minuti. Di questi 2 sono occupati dalla sigla iniziale. La sigla è concepita per riassumere le basi della leggenda, nella sua versione rutilante e riproporre una volta per tutte. I capitoli, in questo modo possono essere dedicati a approfondire la narrazione e definire al meglio la sostanza e le tradizioni folkloriche dei fan dei Beatles connessi alla leggenda e, meglio, alle leggende.
I capitoli, nell’ordine attuale possono anche essere accorpati a gruppi di due, senza forzare la coerenza del blocco.
puntata 1
Keith Allison: la leggenda nella sua versione più nota, l’identità del sosia, il concorso di Tiger Beat, alcune prove de Sgt.P. “I’ve buried Paul”, “Turn me on dead man”, il testo di “How do you sleep”.
puntata 2
I am the walrus: i Beatles seppellivano, la copertina di MMT, il testo di Glass Onion, “Oh untimely death...”, la sequenza onirica di AOH con indizi, la cover box di MMT, la censura di “Cranberry sauce” nell’Anthology.
puntata 3
I saw the photograph: la ricostruzione dei personaggi attraverso i testi delle canzoni, la leggenda inglese, William Campbell, la leggenda da campus americano, Lady Madonna, la copertina di Very Together.
puntata 4
Billy Shears: l’analisi di tutti gli indizi della copertina di SgtP e dei testi, il mago Billy Shears, la reincarnazione di Yellow Submarine, la copertina di Hello Goodbye, l’analisi estensiva di Stu Sutcliffe.
puntata 5
3 beatles: i 3 o 4 maghi di MMT, la copertina posteriore di AR, il personaggio di Mal Evans, l’indizio di Only a Northern Song di Ys, Beatles vs. The Beatals, Come Together.
puntata 6
I saw the photograph: piedi nudi, mani aperte, numeri di telefono nascosti in Revolution 9, l’interpretazione cabalistica del labbro, the “butcher cover”, la copertina di Hey Jude, la Blue Album.
puntata 7
Il numero 7: le copertine di Abbey Road, il testi del WA, Pauliede l’incidente in Revolution 9, l’ossessione per il numero 9, Don’t pass me by, il testo di Tomorrow Never Knows.
puntata 8
Paul is dead: la scritta di Life, le dichiarazioni alla stampa, le copertine di McCartney, McCartney II, Venus and Mars, il video di Free as a bird, il telefim di Tartanino, Batman & Sgt.Pepper.
Altre risorse
Regia
Lucio Apolito
Soggetto
Lucio Apolito
Producer
Lucio Apolito
Videografica
Graziano Mannu
Lucio Apolito
Montaggio
Benedetto Lanfranco
Produzione
Opificio Ciclope
Musica originale
Beatles
Voice off
Bruno Pompa
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Dall'archivio Opificio Ciclope
Le Occupazioni di un Gentiluomo / 2005
Le Occupazioni di un Gentiluomo • 2005
Titolo originale: The Gentleman's occupation
Master: DVD
Anno di produzione: 2005
Durata:2'39”
Aspect ratio: 1.33 : 1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Condominium per Sky Cinema
Première: Sky Cinema HD inverno 2005/2006
Genere: cortometraggio, serie di 5 episodi per il format Sky “Sotto5”
Trasmesso da: Sky Cinema HD inverno 2005/2006
Sinossi e presentazione originale
Traduzione cinematografica del fumetto di Rick Geary “The Gentleman's Occupation” pubblicato nel 1981.
Un insospettabile gentiluomo si diletta in efferati omicidi.
Altre risorse
Produzione
Condominium
Regia
Paolo Caredda
Soggetto
Rick Geary
Fotografia
Alessandro Diaco
Montaggio
Victor Braulio alias Benedetto Lanfranco
Effetti visivi e Art Direction
Alvise Renzini
Musica originale
Roberto Augus detto DJ Spillus
Produzione esecutiva
Grazia Grasso
Cast
La fioraia di via Tortosa
Il medico curante di Paolo Caredda
La Contessa D'Albertis
Il direttore della Triennale di Milano Davide Rampello
un giornalista di TeleNord Genova
Producer
Roberto Amoroso
Roberto Pisoni
Nils Hartmann
Roberto Pisoni
Nils Hartmann
Location
Genova
Cinepresa
Bolex Super 8 480
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Altri materiali
Dal fondo Paolo Caredda





































