This is Mombaruzzo • in lavorazione


Master: vari

Anno di produzione: in lavorazione

Durata prevista: 90'
Aspect ratio: 1.78 : 1

Audio: stereo

Lingue originali: italiano

Produzione: Opificio Ciclope in collaborazione con Dipartimento di Sociologia Università degli Studi Milano Bicocca

Première: nessuna
Genere: documentario

Trasmesso da: no

Proiezioni: no

Sinossi e presentazione originale

This is Mombaruzzo è un documentario che racconta la storia di un piccolo borgo di campagna, scenario di un esodo rurale. Qui, vino, tartufo e feste paesane non sono più solo simboli di un'identità culturale, ma sono diventati marchi da vendere a un pubblico affamato di esperienze consumistiche. Il film affronta temi come lo spopolamento, il declino economico, culturale e sociale, la scomparsa dei servizi e delle opportunità, con borghi deturpati da un'architettura industriale degradata.
La prosperità agricola può coesistere con il declino rurale? Case, ma non più fattorie.
La tradizione? Un remix, un tradimento accettato.
Villaggi vuoti, vecchi in attesa. Guerre per tartufi, turisti da Easy Rider, bar senza tempo, barbera e fanghi industriali.
Le relazioni si riducono a schermi. Sopravvivremo o resteremo fantasmi connessi?
Un film tra memoria e illusione, tra ciò che resiste e una comunità separata da distanze invisibili.
Fare territorio o seppellirlo?
Le aree extra-urbane, a bassa densità di popolazione, sono tradizionalmente caratterizzate da condizioni di “deprivazione” in termini di accessibilità, risorse e opportunità.
Per decenni sono state segnate da una perdita costante di popolazione e da un progressivo invecchiamento, in un circolo vizioso che ha abbassato la soglia minima necessaria a garantire servizi essenziali.
Gli abitanti di Mombaruzzo si sono come svuotati dentro: spaventati da un futuro incomprensibile, si rifugiano in un passato mitizzato.
Nuioch, A ca’ nostra, ‘Na vota sono le parole con cui iniziano i discorsi per rincuorarsi a vicenda, scuotendo la testa sconsolati davanti a un destino che percepiscono come ingiusto.
Questa apparente benevolenza, tuttavia, non impedisce che tutti cerchino di controllare tutti e che, di conseguenza, ognuno tenti di nascondere i propri intrighi e le proprie bassezze. È per questo che la macina del pettegolezzo lavora incessantemente, giorno e notte.
L’etnofiction è lucidità. Un inganno?
Il vero scivola nel verosimile, la realtà diventa miraggio. Si procede per tappe sul campo, si costruisce un’allucinazione.
Gilberto osserva un mondo che si sfalda.
Tre modi di guardare il passato: idealizzarlo, disprezzarlo, sentirlo estraneo.
Una bellezza fragile, destinata a perdersi e a resistere allo stesso tempo, come una collina che continua a esistere, indifferente, sotto il peso del cielo.
Tutto sembra sospeso, come se il presente fosse un compromesso tra un passato che si rifiuta di sparire e un futuro che non ha ancora trovato il coraggio di esistere.
Ogni cosa è vera e, al tempo stesso, inutile, come se la fatica dell’esistere fosse l’unica certezza possibile.
Un mondo assurdamente vivo, dove ogni tentativo di rinascita si scontra con la certezza della caduta.
Malgrado la vita, siccome la morte.
Nei piccoli paesi è possibile osservare la morte in presa diretta: forse per i tanti anziani, forse per le case vuote, o forse per le case di riposo che punteggiano il territorio.
L’alternarsi delle primavere riaccende la luce nelle sale e ogni volta si fa la conta. In città è diverso: persone e cose si inseguono in un flusso costante, dove è impossibile scorgerne la fine.
È come giungere a cavallina.
Qui, invece, i morti si vedono ancora. L’ultimo aveva un occhio mezzo aperto, infagottato nella bara. Non mi ha fatto grande effetto, anche se lo conoscevo.
Era l’ultimo ipogeo astronauta.
Produzione

Opificio Ciclope

Regia

Alessandro Diaco

Soggetto

Gilberto Marengo

Fotografia

Alessandro Diaco

Videografica

Alvise Renzini

Montaggio

Alessandro Diaco

Musica originale

AA.VV.

Produzione esecutiva

Elena Dell'Agnese

Un'iniziativa finanziata

Progetto di ricerca GreenAtlas
An Environmetal Atlas of Italian Landscapes

Cast

Gilberto Marengo

Location

Mombaruzzo

Telecamera

Sony HVR-Z1E Camcorder

Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview

Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
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