Basmati
Lupu Pampano: appunti • 2009
Master: Mini DV
Anno di produzione: 2009
Durata: 18 minuti
Aspect ratio: 1,78:1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Alessandro Diaco
Genere: documentario
Sinossi e presentazione originale
Serie di interviste a carattere etnografico sulla memoria di esperienze dirette di licantropia in Calabria.
Altre risorse
Regia
Alessandro Diaco
Direttore di Produzione
Alessandro Diaco
Soggetto
Alessandro Diaco
Montaggio
Alessandro Diaco
Fotografia
Alessandro Diaco
Interpreti
Sconosciuti
Casa di produzione
Alessandro Diaco
Location
Satriano CZ
Camere e cineprese
Sony HVR-Z1E Camcorder
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Network
Clipteca
Lupu Pampano: appunti • 2009
Master: Mini DV
Anno di produzione: 2009
Durata: 18 minuti
Aspect ratio: 1,78:1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Alessandro Diaco
Genere: documentario
Sinossi e presentazione originale
Serie di interviste a carattere etnografico sulla memoria di esperienze dirette di licantropia in Calabria.
Altre risorse
Regia
Alessandro Diaco
Direttore di Produzione
Alessandro Diaco
Soggetto
Alessandro Diaco
Montaggio
Alessandro Diaco
Fotografia
Alessandro Diaco
Interpreti
Sconosciuti
Casa di produzione
Alessandro Diaco
Location
Satriano CZ
Camere e cineprese
Sony HVR-Z1E Camcorder
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Network
Lupu Pampano: appunti / 2009
Lupu Pampano: appunti • 2009
Master: Mini DV
Anno di produzione: 2009
Durata: 18 minuti
Aspect ratio: 1,78:1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Alessandro Diaco
Genere: documentario
Sinossi e presentazione originale
Serie di interviste a carattere etnografico sulla memoria di esperienze dirette di licantropia in Calabria.
Altre risorse
Regia
Alessandro Diaco
Direttore di Produzione
Alessandro Diaco
Soggetto
Alessandro Diaco
Montaggio
Alessandro Diaco
Fotografia
Alessandro Diaco
Interpreti
Sconosciuti
Casa di produzione
Alessandro Diaco
Location
Satriano CZ
Camere e cineprese
Sony HVR-Z1E Camcorder
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Network
Sulle tracce del DJ Mascherato / 1999
Sulle tracce del DJ Mascherato • 1999
Master: DVCPRO
Nastro: Maxell DVP-66M
Anno di produzione: 1999
Durata: 15'06”
Aspect ratio: 1,33:1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Tele+
Genere: rubrica all'interno della Trasmissione Com'è mockumentary
Trasmesso da: Tele+ autunno del 1999
Sinossi e presentazione originale
Prodotto nel 1999 da Tele+, come segmento della trasmissione Com’è.
Altre risorse
Regia
Alessandro Diaco
Soggetto
Alessandro Diaco
Paolo Caredda
Producer
Paolo Caredda
Carmen Acquati
Claudio Scotto
Montaggio
Benedetto Lanfranco
Fotografia
Alessandro Diaco
Produzione
Tele+
Musica originale
AA.VV.
Cast (Incompleto)
Carlo Antonelli
Location
Genova
Camere e cineprese
Sony Handycam DCR-VX1000
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
This is Mombaruzzo / in lavorazione
This is Mombaruzzo • in lavorazione
Master: vari
Anno di produzione: in lavorazione
Durata prevista: 90'
Aspect ratio: 1.78 : 1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Opificio Ciclope in collaborazione con Dipartimento di Sociologia Università degli Studi Milano Bicocca
Première: nessuna
Genere: documentario
Trasmesso da: no
Proiezioni: no
Sinossi e presentazione originale
This is Mombaruzzo è un documentario che racconta la storia di un piccolo borgo di campagna, scenario di un esodo rurale. Qui, vino, tartufo e feste paesane non sono più solo simboli di un'identità culturale, ma sono diventati marchi da vendere a un pubblico affamato di esperienze consumistiche.
Il film affronta temi come lo spopolamento, il declino economico, culturale e sociale, la scomparsa dei servizi e delle opportunità, con borghi deturpati da un'architettura industriale degradata.
La prosperità agricola può coesistere con il declino rurale? Case, ma non più fattorie.
La tradizione? Un remix, un tradimento accettato.
Villaggi vuoti, vecchi in attesa. Guerre per tartufi, turisti da Easy Rider, bar senza tempo, barbera e fanghi industriali.
Le relazioni si riducono a schermi. Sopravvivremo o resteremo fantasmi connessi?
Un film tra memoria e illusione, tra ciò che resiste e una comunità separata da distanze invisibili.
Fare territorio o seppellirlo?
Le aree extra-urbane, a bassa densità di popolazione, sono tradizionalmente caratterizzate da condizioni di “deprivazione” in termini di accessibilità, risorse e opportunità.
Per decenni sono state segnate da una perdita costante di popolazione e da un progressivo invecchiamento, in un circolo vizioso che ha abbassato la soglia minima necessaria a garantire servizi essenziali.
Gli abitanti di Mombaruzzo si sono come svuotati dentro: spaventati da un futuro incomprensibile, si rifugiano in un passato mitizzato.
Nuioch, A ca’ nostra, ‘Na vota sono le parole con cui iniziano i discorsi per rincuorarsi a vicenda, scuotendo la testa sconsolati davanti a un destino che percepiscono come ingiusto.
Questa apparente benevolenza, tuttavia, non impedisce che tutti cerchino di controllare tutti e che, di conseguenza, ognuno tenti di nascondere i propri intrighi e le proprie bassezze. È per questo che la macina del pettegolezzo lavora incessantemente, giorno e notte.
L’etnofiction è lucidità. Un inganno?
Il vero scivola nel verosimile, la realtà diventa miraggio. Si procede per tappe sul campo, si costruisce un’allucinazione.
Gilberto osserva un mondo che si sfalda.
Tre modi di guardare il passato: idealizzarlo, disprezzarlo, sentirlo estraneo.
Una bellezza fragile, destinata a perdersi e a resistere allo stesso tempo, come una collina che continua a esistere, indifferente, sotto il peso del cielo.
Tutto sembra sospeso, come se il presente fosse un compromesso tra un passato che si rifiuta di sparire e un futuro che non ha ancora trovato il coraggio di esistere.
Ogni cosa è vera e, al tempo stesso, inutile, come se la fatica dell’esistere fosse l’unica certezza possibile.
Un mondo assurdamente vivo, dove ogni tentativo di rinascita si scontra con la certezza della caduta.
Malgrado la vita, siccome la morte.
Nei piccoli paesi è possibile osservare la morte in presa diretta: forse per i tanti anziani, forse per le case vuote, o forse per le case di riposo che punteggiano il territorio.
L’alternarsi delle primavere riaccende la luce nelle sale e ogni volta si fa la conta. In città è diverso: persone e cose si inseguono in un flusso costante, dove è impossibile scorgerne la fine.
È come giungere a cavallina.
Qui, invece, i morti si vedono ancora. L’ultimo aveva un occhio mezzo aperto, infagottato nella bara. Non mi ha fatto grande effetto, anche se lo conoscevo.
Era l’ultimo ipogeo astronauta.
Produzione
Opificio Ciclope
Regia
Alessandro Diaco
Soggetto
Gilberto Marengo
Fotografia
Alessandro Diaco
Videografica
Alvise Renzini
Montaggio
Alessandro Diaco
Musica originale
AA.VV.
Produzione esecutiva
Elena Dell'Agnese
Un'iniziativa finanziata
Progetto di ricerca GreenAtlas
An Environmetal Atlas of Italian Landscapes
Cast
Gilberto Marengo
Location
Mombaruzzo
Telecamera
Sony HVR-Z1E Camcorder
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Nuovo Cinema Inferno
The best 50 videogames ever
• 2002
Master: 2 nastri DVCPRO
Nastri: Fujifilm DP 121
Anno di produzione: 2002
Durata: 56' (complessiva)
Aspect ratio: 1.33 : 1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano, inglese, finlandese
Produzione: Opificio Ciclope, Tele+
Première: Trasmissione televisiva Tele+, 25 dicembre 2002
Trasmesso da: Tele+
Proiezioni: Biografilm Film Festival 2024, Cinema Ad Astra
Sinossi e presentazione originale
Trasmesso da Tele+.
Commissionato da Juan Cueto per il gruppo Canal+.
The Best 50 Videogames Ever è un’ora di televisione organizzata e confezionata come se si trattasse di una classifica.
50 differenti videogiochi vengono raccontati, esplorati o semplicemente mostrati nello spazio di un minuto circa ciascuno.
Il periodo di riferimento spazia da quello che viene considerato il primo videogioco della storia (“Space wars”, un prototipo costruito per diletto all’interno dei laboratori del MIT nel 1966) alle uscite per il Cube o la Playstation 2, anche se si può ammettere un certo sbilanciamento per quella che viene considerata l’età d’oro dei videogiochi, quella dei primi arcades e delle prime consolles, il quinquennio 80-85.
In alcuni episodi vengono intervistati giornalisti, storici o direttori di festival sull’argomento. Altrove parla la memoria o l’esperienza dei giocatori. Altrimenti i giochi vengono mostrati o accostati a brevi racconti.
Collezionisti finlandesi di videogiochi si affiancano ad avventori di bar calabresi, curatori di festival londinesi, proprietari di latterie genovesi, tassisti di Atene, belle ragazze di Praga; telefonate da Monaco o da New York raccontano storie inconsuete.
Le riprese sono realizzate con tecniche diverse che miscelano digitale, pellicola e postproduzione. La classifica è un pretesto per avvincere anche se è stata un utile struttura per includere il numero maggiore di piattaforme possibile in cui i videogiochi sono stati concepiti, distribuiti e fruiti.
Questo ha permesso di accostare sullo stesso piano giochi importanti per la loro popolarità a giochi importanti per la loro eccentricità.
Altre risore
Regia
Lucio Apolito
Paolo Caredda
Alessandro Diaco
Soggetto
Lucio Apolito
Paolo Caredda
Benedetto Lanfranco
Fotografia
Alessandro Diaco
Paolo Caredda
Montaggio
Benedetto LanfrancoPaolo Caredda
Paola Tonel
Paola Tonel
Produzione esecutiva
Beppe Gallo Inghilterra
Cast
Giulio Mezza Zelda player
Mikko Heinonen Self
DJ R Self
Keith Ainsworth Self
Rita Roncaglia Portinaia
Stefano Lanari Lo zingaro del Centipede
Domenico La Polla Cronista dell'Alto Jonio
Vendula Schenova Self
Lucio Apolito Self
Paul Ayre Self
Michele Perini Self
David King Self
Alvise Renzini Self
Manu Pärssinen Self
Leo Mantovani Tekken Kuma
Jaro Gielens Self
Fabio Meschini Self
Luca Arcangeli Defender champ
Piero Troya Defender champ
Paolo Boselli Defender champ
Eugene Hataguchi Self
Pinky Balotta Self
Nora Quintanar Self
Jorge Quintanar Self
Soren Spies Self
Alessandro Diaco Self
Maria Benvenuto Chimera beast
Renato Pezza Self
Saul Saguatti Carmaggedon driver
Russ Murphy Self
Graziano Mannu Self
Locations
Acilia
Tampere
Bologna
Genova
Badolo
Trebisacce
Milano
London
Desenzano
Roma
Savona
Atene
Camere di ripresa
Sony Handycam DCR-VX1000
Sony AVC 3200
Sony Trinicon HVC-3000P
Braun Nizo 801 Super8 Film Camera
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Proiezioni a marchio 

The best 50 videogames ever è stato proiettato il 13 giugno 2024 nel chiostro del Complesso di Santa Cristina, nell'ambito della retrospettiva monografica dedicata a Paolo Caredda dall'edizione 2024 del Biografilm Film Festival, intitolata Omaggio al cinema catodico di Paolo Caredda
The best 50 videogames ever è stato proiettato il 18 ottobre 2024 al cinema Ad Astra in un programma dedicato a Paolo Caredda come evento collaterale al festival Flight, Mostra internazionale del cinema di Genova 2024
The best 50 videogames ever è stato proiettato il 18 ottobre 2024 al cinema Ad Astra in un programma dedicato a Paolo Caredda come evento collaterale al festival Flight, Mostra internazionale del cinema di Genova 2024
Locandine 

Dell'archivio Opificio Ciclope
Cinema Zoo
The best 50 videogames ever
• 2002
Master: 2 nastri DVCPRO
Nastri: Fujifilm DP 121
Anno di produzione: 2002
Durata: 56' (complessiva)
Aspect ratio: 1.33 : 1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano, inglese, finlandese
Produzione: Opificio Ciclope, Tele+
Première: Trasmissione televisiva Tele+, 25 dicembre 2002
Trasmesso da: Tele+
Proiezioni: Biografilm Film Festival 2024, Cinema Ad Astra
Sinossi e presentazione originale
Trasmesso da Tele+.
Commissionato da Juan Cueto per il gruppo Canal+.
The Best 50 Videogames Ever è un’ora di televisione organizzata e confezionata come se si trattasse di una classifica.
50 differenti videogiochi vengono raccontati, esplorati o semplicemente mostrati nello spazio di un minuto circa ciascuno.
Il periodo di riferimento spazia da quello che viene considerato il primo videogioco della storia (“Space wars”, un prototipo costruito per diletto all’interno dei laboratori del MIT nel 1966) alle uscite per il Cube o la Playstation 2, anche se si può ammettere un certo sbilanciamento per quella che viene considerata l’età d’oro dei videogiochi, quella dei primi arcades e delle prime consolles, il quinquennio 80-85.
In alcuni episodi vengono intervistati giornalisti, storici o direttori di festival sull’argomento. Altrove parla la memoria o l’esperienza dei giocatori. Altrimenti i giochi vengono mostrati o accostati a brevi racconti.
Collezionisti finlandesi di videogiochi si affiancano ad avventori di bar calabresi, curatori di festival londinesi, proprietari di latterie genovesi, tassisti di Atene, belle ragazze di Praga; telefonate da Monaco o da New York raccontano storie inconsuete.
Le riprese sono realizzate con tecniche diverse che miscelano digitale, pellicola e postproduzione. La classifica è un pretesto per avvincere anche se è stata un utile struttura per includere il numero maggiore di piattaforme possibile in cui i videogiochi sono stati concepiti, distribuiti e fruiti.
Questo ha permesso di accostare sullo stesso piano giochi importanti per la loro popolarità a giochi importanti per la loro eccentricità.
Altre risore
Regia
Lucio Apolito
Paolo Caredda
Alessandro Diaco
Soggetto
Lucio Apolito
Paolo Caredda
Benedetto Lanfranco
Fotografia
Alessandro Diaco
Paolo Caredda
Montaggio
Benedetto LanfrancoPaolo Caredda
Paola Tonel
Paola Tonel
Produzione esecutiva
Beppe Gallo Inghilterra
Cast
Giulio Mezza Zelda player
Mikko Heinonen Self
DJ R Self
Keith Ainsworth Self
Rita Roncaglia Portinaia
Stefano Lanari Lo zingaro del Centipede
Domenico La Polla Cronista dell'Alto Jonio
Vendula Schenova Self
Lucio Apolito Self
Paul Ayre Self
Michele Perini Self
David King Self
Alvise Renzini Self
Manu Pärssinen Self
Leo Mantovani Tekken Kuma
Jaro Gielens Self
Fabio Meschini Self
Luca Arcangeli Defender champ
Piero Troya Defender champ
Paolo Boselli Defender champ
Eugene Hataguchi Self
Pinky Balotta Self
Nora Quintanar Self
Jorge Quintanar Self
Soren Spies Self
Alessandro Diaco Self
Maria Benvenuto Chimera beast
Renato Pezza Self
Saul Saguatti Carmaggedon driver
Russ Murphy Self
Graziano Mannu Self
Locations
Acilia
Tampere
Bologna
Genova
Badolo
Trebisacce
Milano
London
Desenzano
Roma
Savona
Atene
Camere di ripresa
Sony Handycam DCR-VX1000
Sony AVC 3200
Sony Trinicon HVC-3000P
Braun Nizo 801 Super8 Film Camera
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview
Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Proiezioni a marchio 

The best 50 videogames ever è stato proiettato il 13 giugno 2024 nel chiostro del Complesso di Santa Cristina, nell'ambito della retrospettiva monografica dedicata a Paolo Caredda dall'edizione 2024 del Biografilm Film Festival, intitolata Omaggio al cinema catodico di Paolo Caredda
The best 50 videogames ever è stato proiettato il 18 ottobre 2024 al cinema Ad Astra in un programma dedicato a Paolo Caredda come evento collaterale al festival Flight, Mostra internazionale del cinema di Genova 2024
The best 50 videogames ever è stato proiettato il 18 ottobre 2024 al cinema Ad Astra in un programma dedicato a Paolo Caredda come evento collaterale al festival Flight, Mostra internazionale del cinema di Genova 2024
Locandine 

Dell'archivio Opificio Ciclope



















