Nuovo Cinema Inferno

The best 50 videogames ever
• 2002

Master: 2 nastri DVCPRO
Nastri: Fujifilm DP 121
Anno di produzione: 2002
Durata: 56' (complessiva)
Aspect ratio: 1.33 : 1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano, inglese, finlandese
Produzione: Opificio Ciclope, Tele+
Première: Trasmissione televisiva Tele+, 25 dicembre 2002
Trasmesso da: Tele+
Proiezioni: Biografilm Film Festival 2024,
Cinema Ad Astra

Sinossi e presentazione originale

Trasmesso da Tele+.
Commissionato da Juan Cueto per il gruppo Canal+.

The Best 50 Videogames Ever è un’ora di televisione organizzata e confezionata come se si trattasse di una classifica. 50 differenti videogiochi vengono raccontati, esplorati o semplicemente mostrati nello spazio di un minuto circa ciascuno.

Il periodo di riferimento spazia da quello che viene considerato il primo videogioco della storia (“Space wars”, un prototipo costruito per diletto all’interno dei laboratori del MIT nel 1966) alle uscite per il Cube o la Playstation 2, anche se si può ammettere un certo sbilanciamento per quella che viene considerata l’età d’oro dei videogiochi, quella dei primi arcades e delle prime consolles, il quinquennio 80-85.
In alcuni episodi vengono intervistati giornalisti, storici o direttori di festival sull’argomento. Altrove parla la memoria o l’esperienza dei giocatori. Altrimenti i giochi vengono mostrati o accostati a brevi racconti.
Collezionisti finlandesi di videogiochi si affiancano ad avventori di bar calabresi, curatori di festival londinesi, proprietari di latterie genovesi, tassisti di Atene, belle ragazze di Praga; telefonate da Monaco o da New York raccontano storie inconsuete.

Le riprese sono realizzate con tecniche diverse che miscelano digitale, pellicola e postproduzione. La classifica è un pretesto per avvincere anche se è stata un utile struttura per includere il numero maggiore di piattaforme possibile in cui i videogiochi sono stati concepiti, distribuiti e fruiti.
Questo ha permesso di accostare sullo stesso piano giochi importanti per la loro popolarità a giochi importanti per la loro eccentricità.


Altre risore

Regia

Lucio Apolito
Paolo Caredda
Alessandro Diaco

Soggetto

Lucio Apolito
Paolo Caredda
Benedetto Lanfranco

Fotografia

Alessandro Diaco
Paolo Caredda

Montaggio

Benedetto Lanfranco
Paolo Caredda
Paola Tonel

Produzione esecutiva

Beppe Gallo Inghilterra

Cast

Giulio Mezza Zelda player
Mikko Heinonen Self
DJ R Self
Keith Ainsworth Self
Rita Roncaglia Portinaia
Stefano Lanari Lo zingaro del Centipede
Domenico La Polla Cronista dell'Alto Jonio
Vendula Schenova Self
Lucio Apolito Self
Paul Ayre Self
Michele Perini Self
David King Self
Alvise Renzini Self
Manu Pärssinen Self
Leo Mantovani Tekken Kuma
Jaro Gielens Self
Fabio Meschini Self
Luca Arcangeli Defender champ
Piero Troya Defender champ
Paolo Boselli Defender champ
Eugene Hataguchi Self
Pinky Balotta Self
Nora Quintanar Self
Jorge Quintanar Self
Soren Spies Self
Alessandro Diaco Self
Maria Benvenuto Chimera beast
Renato Pezza Self
Saul Saguatti Carmaggedon driver
Russ Murphy Self
Graziano Mannu Self

Locations

Acilia
Tampere
Bologna
Genova
Badolo
Trebisacce
Milano
London
Desenzano
Roma
Savona
Atene

Camere di ripresa


Sony Handycam DCR-VX1000
Sony AVC 3200
Sony Trinicon HVC-3000P
Braun Nizo 801 Super8 Film Camera
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview

Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Loghi istituzionali

Proiezioni a marchio

The best 50 videogames ever è stato proiettato il 13 giugno 2024 nel chiostro del Complesso di Santa Cristina, nell'ambito della retrospettiva monografica dedicata a Paolo Caredda dall'edizione 2024 del Biografilm Film Festival, intitolata Omaggio al cinema catodico di Paolo Caredda

The best 50 videogames ever è stato proiettato il 18 ottobre 2024 al cinema Ad Astra in un programma dedicato a Paolo Caredda come evento collaterale al festival Flight, Mostra internazionale del cinema di Genova 2024


Locandine


Cinema Zoo

The best 50 videogames ever
• 2002

Master: 2 nastri DVCPRO
Nastri: Fujifilm DP 121
Anno di produzione: 2002
Durata: 56' (complessiva)
Aspect ratio: 1.33 : 1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano, inglese, finlandese
Produzione: Opificio Ciclope, Tele+
Première: Trasmissione televisiva Tele+, 25 dicembre 2002
Trasmesso da: Tele+
Proiezioni: Biografilm Film Festival 2024,
Cinema Ad Astra

Sinossi e presentazione originale

Trasmesso da Tele+.
Commissionato da Juan Cueto per il gruppo Canal+.

The Best 50 Videogames Ever è un’ora di televisione organizzata e confezionata come se si trattasse di una classifica. 50 differenti videogiochi vengono raccontati, esplorati o semplicemente mostrati nello spazio di un minuto circa ciascuno.

Il periodo di riferimento spazia da quello che viene considerato il primo videogioco della storia (“Space wars”, un prototipo costruito per diletto all’interno dei laboratori del MIT nel 1966) alle uscite per il Cube o la Playstation 2, anche se si può ammettere un certo sbilanciamento per quella che viene considerata l’età d’oro dei videogiochi, quella dei primi arcades e delle prime consolles, il quinquennio 80-85.
In alcuni episodi vengono intervistati giornalisti, storici o direttori di festival sull’argomento. Altrove parla la memoria o l’esperienza dei giocatori. Altrimenti i giochi vengono mostrati o accostati a brevi racconti.
Collezionisti finlandesi di videogiochi si affiancano ad avventori di bar calabresi, curatori di festival londinesi, proprietari di latterie genovesi, tassisti di Atene, belle ragazze di Praga; telefonate da Monaco o da New York raccontano storie inconsuete.

Le riprese sono realizzate con tecniche diverse che miscelano digitale, pellicola e postproduzione. La classifica è un pretesto per avvincere anche se è stata un utile struttura per includere il numero maggiore di piattaforme possibile in cui i videogiochi sono stati concepiti, distribuiti e fruiti.
Questo ha permesso di accostare sullo stesso piano giochi importanti per la loro popolarità a giochi importanti per la loro eccentricità.


Altre risore

Regia

Lucio Apolito
Paolo Caredda
Alessandro Diaco

Soggetto

Lucio Apolito
Paolo Caredda
Benedetto Lanfranco

Fotografia

Alessandro Diaco
Paolo Caredda

Montaggio

Benedetto Lanfranco
Paolo Caredda
Paola Tonel

Produzione esecutiva

Beppe Gallo Inghilterra

Cast

Giulio Mezza Zelda player
Mikko Heinonen Self
DJ R Self
Keith Ainsworth Self
Rita Roncaglia Portinaia
Stefano Lanari Lo zingaro del Centipede
Domenico La Polla Cronista dell'Alto Jonio
Vendula Schenova Self
Lucio Apolito Self
Paul Ayre Self
Michele Perini Self
David King Self
Alvise Renzini Self
Manu Pärssinen Self
Leo Mantovani Tekken Kuma
Jaro Gielens Self
Fabio Meschini Self
Luca Arcangeli Defender champ
Piero Troya Defender champ
Paolo Boselli Defender champ
Eugene Hataguchi Self
Pinky Balotta Self
Nora Quintanar Self
Jorge Quintanar Self
Soren Spies Self
Alessandro Diaco Self
Maria Benvenuto Chimera beast
Renato Pezza Self
Saul Saguatti Carmaggedon driver
Russ Murphy Self
Graziano Mannu Self

Locations

Acilia
Tampere
Bologna
Genova
Badolo
Trebisacce
Milano
London
Desenzano
Roma
Savona
Atene

Camere di ripresa


Sony Handycam DCR-VX1000
Sony AVC 3200
Sony Trinicon HVC-3000P
Braun Nizo 801 Super8 Film Camera
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview

Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Loghi istituzionali

Proiezioni a marchio

The best 50 videogames ever è stato proiettato il 13 giugno 2024 nel chiostro del Complesso di Santa Cristina, nell'ambito della retrospettiva monografica dedicata a Paolo Caredda dall'edizione 2024 del Biografilm Film Festival, intitolata Omaggio al cinema catodico di Paolo Caredda

The best 50 videogames ever è stato proiettato il 18 ottobre 2024 al cinema Ad Astra in un programma dedicato a Paolo Caredda come evento collaterale al festival Flight, Mostra internazionale del cinema di Genova 2024


Locandine


HOPS! Festival di visual and performing arts / 2000

HOPS! Festival di visual and performing arts • 2000


Titolo in inglese: HOPS! Festival of visual and performing arts
Master: DVC PRO
Nastro: SONY DV 120
Anno di produzione: 2000
Durata: 15'22”
Aspect ratio: 1.33 : 1 PAL
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Coop A Lato e Link Project
Genere: documentario
Trasmesso da: RaiSatArt

Sinossi e presentazione originale

Hops!, festival di visual and performing arts (1a edizione, Link Project, Bologna 27-28-29 gennaio 2000) è un tentativo di sintonizzare esperienze performative appartenenti a sistemi differenti. In Hops! si incontrano sistemi in cui convivono produzioni crossover.
Nato da Incursioni , appuntamento annuale al Link Project, la formula di Hops! ospita realtà rappresentative del punto di convergenza esistente fra scena di teatro e danza di ricerca e scena delle arti visive. Hops! ha luogo in uno spazio per sua natura performativo e polisemico con interventi dai formati brevi e progetti inediti e in situ.
Artisti: Marcello Maloberti, Laminarie, Liliana Moro, Cesare Viel, Valentina Favi, Arbus, Margherita Manzelli, Norma Jeane, Anna De Manincor & Massimo Carozzi, CROP–RadioGladio & Sun Wu-Kung, MK, Rockenschaub. A cura di: Silvia Fanti, Andrea Lissoni, Luca Vitone, Daniele Gasparinetti.
Testo di presentazione

Hops!, festival di visual and performing arts (Link Project, Bologna 27-28-29 gennaio 2000) nasce come tentativo di sintonizzare esperienze performative appartenenti a sistemi differenti.
In Hops! si incontrano sistemi in cui convivono produzioni liminali e zone interstiziali che ospitano a loro volta ricerche sui o sub generis: rappresentative schegge creative di contemporaneità, di rado portate sullo stesso terreno di gioco fuori dalle rispettive cliniche estetiche.
Transmutazione di Incursioni, appuntamento annuale ospitato dal Link, la formula di Hops! è riconducibile alla constatazione del potenziale valore aggiunto rappresentato dalla performatività, intesa in senso espanso, in Italia.
Se non si può forse azzardare parlare di scena trainante è comunque evidente quel curioso punto di convergenza attualmente esistente fra scena di teatro e danza di ricerca (fortemente connotata dall’attenzione all’immagine e al visuale più in generale) e scena delle arti visive (attratta e sbilanciata nei suoi segmenti più innovativi verso forme di performatività ora delle opere-installazioni ora degli artisti stessi).
Ed è su quel ganglio che ci pare importante insistere, senza troppo subire i condizionamenti di un International Style artistico-visivo sedotto da una logica dell’evento dall’immagine coordinata spesso affidata ad artisti-dj, ed innestando Hops! in uno spazio per sua natura performativo e polisemico. Sono da leggersi in questo senso gli sforzi da un lato di individuare formati brevi e figure non esclusivamente di sistema ma efficaci ed aperte, e dall’altro, dalla parte degli invitati, di partecipare con progetti inediti e in situ.
Hops! sarà dunque un primo banco di prova e tentativo di verifica della pertinenza di un progetto, con l’obiettivo di riverificarlo in singoli eventi durante il corso della stagione ed aprendosi progressivamente a ciò che accade fuori d’Italia.”

Altre risorse

Regia

Opificio Ciclope
Andreas Pichler

Grafica

Graziano Mannu

Produzione esecutiva

Marisa Fontana

Montaggio

Benedetto Lanfranco

Collaboratori

Francesco Romè
Nicola Ferrari
Daniele Gasparinetti
Davide Rossi
Guido Molinari

Musica originale

AA.VV.

Produzione

A lato Link Project per RaiSatArt

Interpreti principali

Andrea Lissoni
Silvia Fanti
Luca Vitone
Daniele Gasparinetti

e gli artisti all’opera:
Marcello Maloberti – “Voglio che si sappia”
Laminarie – “Esagera”
Liliana Moro – “Acustica”
Cesare Viel – “Lost in meditation”
Valentina Favi – “Adagio”
Arbus – “Set Point (A while before selfwood)”
Margherita Manzelli – “Il soffitto è la parete” ...
Norma Jeane con Bart Sailer – “Drum Machine, Norma Jeane 2000”
Anna De Manincor & Massimo Carozzi – “Concediti un solo sollievo (Per volontà e per caso)”
CROP–RadioGladio & Sun Wu-Kung – “Soggetti Smarriti”
MK - “e-ink”
Rockenschaub – “art-djing”

Location

Bologna – Link Project

Cineprese

SONY CVC-2100 Vidicon
Canon XL 1
Bn intercome camera
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview

Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Loghi istituzionali

Altri materiali


Il Vitello d'Oro / 2000

Il Vitello d'Oro • 2000


Titolo in inglese: The Golden Calf
Master: BETA SP
Nastro: Betacam SP Anti-Static Q 20 metal
Anno di produzione: 2000
Durata: 5'19"
Aspect ratio: 1.33 : 1 PAL
Audio: stereo
Lingua originale: italiano sottotitolato in inglese
Produzione: Opificio Ciclope 2000
Genere: cortometraggio in animazione
Première: The 8th Festival HIROSHIMA 2000
Premi: Special International Jury Prize 8th Festival HIROSHIMA 2000
Proiezioni principali: Lipzig Animation and Doc Festival 2000
Annency Festival 2001 International Competition

Sinossi e presentazione originale

Questo cortometraggio é ispirato all'episodio biblico del "Vitello d'oro": il "Vitello d'oro" é una falsa divinità, una maschera applicata al volto del vero Dio dall'idolatria dei popoli. Il film evoca la storia di quel culto e della vendetta di un Dio geloso e iconoclasta sul suo popolo. La breve sceneggiatura é stata scritta da Fabio Fiandrini, le musiche realizzate dai Wang Zang (Enzo Casucci e Bartolomeo Sailer).

Tecnica di realizzazione

Il film é stato realizzato incidendo e graffiando l'emulsione di pellicola 35 mm, o dipingendo con acquerelli e tempere su pellicola 35 mm trasparente. Il materiale é stato poi telecinemato e corretto elettronicamente con After Effects.

Curiosità

È stato disegnato nella primavera/estate del 1999 nell'allora dimora del Maestro Alvisello, in via Torleone 36 a Bologna. Telecinemato a Milano nell'autunno. Montato e finalizzato nei primi mesi del 2000 nei laboratori elettronici della MediaMore presso il Teatro testoni in via G. Matteotti 16 sempre a Bologna.
Allora sede di Opificio Ciclope.
Il film faceva parte della prima (ed unica) collezione di cortometraggi di animazione sperimentale di Opificio Ciclope: Opi-Toon 2000. Tra glia altri titoli c'erano: Life From Pluto di Saul Saguatti, Micromantra di Flavia Ruotolo, Pastil di Francesca Ghermandi, Deposito Nero di Stefano Ricci. La collezione fu presentata in anteprima alla galleria Squadro di Bologna nella primavera del 2000 in un evento dal titolo Animati, ed in seguito al museo Nazionale della Grafica al Palazzo della Fontana di Trevi a Roma in una mostra dal titolo Muoviti Segno!

Fu presentato anche nel programma della prima edizione del festival di arti elettroniche Netmage https://xing.it/event/149/netmage, e alla 8th edizione del Sonar di Barcellona nel 2001.


Altre risorse

Regia

Alvise Renzini

Soggetto

Alvise Renzini
Saul Saguatti

Animazioni

Alvise Renzini

Produttore artistico

Saul Saguatti

Montaggio

Benedetto Lanfranco

Musica originale

Wang Zang

Testo

Fabio Fiandrini

Voce narrante

Grazia Verasani

Produzione

Opificio Ciclope

TTC Movie Milano

operatore Piero Pinto
Telecinema pellicola 35mm

Pellicola

Kodak 35mm
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview

Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Loghi istituzionali

Proiezioni a marchio




Altri materiali



Telecinema originale