VJ Convention / 2000

VJ Convention • 2000


Master: VHS
Nastro: Bash HG15 Bulk Tape
Altre copie: no
Genere: Demp Tape

Anno di produzione: 2000
Durata: 3':19”
Aspect ratio: 1.33 : 1 PAL

Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Opificio Ciclope 2000
Première: 1 Aprile 2000

Sinossi e presentazione originale

Seconda vj convention nazionale, tempo di primi bilanci e considerazioni: il Link si trova a riproporre questa manifestazione ampliando il range dei partecipanti a una dozzina fra work team video, crew video-musicali e singoli creatori audio-visivi attivi a livello nazionale. Buon segno, un input di supporto locativo si è dimostrato ganglo recettore di una dinamica produttiva e non solo riproduttiva.

Sintetizzando una prima ecumenica ad immatura definizione di veejaying potrebbe essere "area di produttori di immagini video-live". Il che non significa però futuri o mancati registi di studio TV-broadcasting, bensì forse e meglio prestidigitatori telepaticamente sintonizzati con dj e macchine a cammello di un bizzarro monstrum fra gestione di griglie di materiali d'archivio o prodotti ad hoc ordinati secondo personalissime tassonomie e comunque e sempre "bello della diretta".
Rimandiamo al più che esaustivo testo qui pubblicato per specifiche e sistematizzazioni.

Agli amanti dello specifico elettronico (installativo) piacerà certamente confrontarsi con la riproposizione rivitalizzata dell'austera, ormai sgonfia da sindrome del dispositivo, categoria della liveness, retroilluminato peraltro dal sempre ingombrante fantasma del performativo... piacerà altrettanto agli indomiti cultori del magico tecnologico apprezzare l'inscrostabile persistenza del residuale "combinatorio"...
Tutta da verificare ancora la questione della reale gestione di feedback ambientale.
Se l'estetica della creazione si può più che abbozzare per quella della ricezione è, per ora, ancora necessario attendere. Senza neppur entrare, al di là dell'agone simbolico, nel merito di questioni di gusto e proposizione (e capacità) "stilistiche".
Terra in vista: paese dei balocchi al largo delle autoritarie colonne d'Ercole dei non luoghi artistico-visivi o degli spesso territoriali live-set?


Curiosità

Questa demo fu realizzata con lo scopo di promuovere l'attività di veejaying del marchio Opificio Ciclope, allora uno dei gruppi più attivi in questo ambito, insieme ad altri marchi collettivi come Ognino Knauss, Fluid Video Crew, Otolab e Sun Wu Kung.


Altre risorse

Regia

Opificio Ciclope

Grafica

Opificio Ciclope

Montaggio

Benedetto Lanfranco


Crews

Ognino Knauss
Fluid Video Crew
Sun Wu Kung
Opificio Ciclope

Musica

AA.VV.

Produzione

Opificio Ciclope
Mediamore

Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview

Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Loghi istituzionali

Altri materiali


HOPS! Festival di visual and performing arts / 2000

HOPS! Festival di visual and performing arts • 2000


Titolo in inglese: HOPS! Festival of visual and performing arts
Master: DVC PRO
Nastro: SONY DV 120
Anno di produzione: 2000
Durata: 15'22”
Aspect ratio: 1.33 : 1 PAL
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Coop A Lato e Link Project
Genere: documentario
Trasmesso da: RaiSatArt

Sinossi e presentazione originale

Hops!, festival di visual and performing arts (1a edizione, Link Project, Bologna 27-28-29 gennaio 2000) è un tentativo di sintonizzare esperienze performative appartenenti a sistemi differenti. In Hops! si incontrano sistemi in cui convivono produzioni crossover.
Nato da Incursioni , appuntamento annuale al Link Project, la formula di Hops! ospita realtà rappresentative del punto di convergenza esistente fra scena di teatro e danza di ricerca e scena delle arti visive. Hops! ha luogo in uno spazio per sua natura performativo e polisemico con interventi dai formati brevi e progetti inediti e in situ.
Artisti: Marcello Maloberti, Laminarie, Liliana Moro, Cesare Viel, Valentina Favi, Arbus, Margherita Manzelli, Norma Jeane, Anna De Manincor & Massimo Carozzi, CROP–RadioGladio & Sun Wu-Kung, MK, Rockenschaub. A cura di: Silvia Fanti, Andrea Lissoni, Luca Vitone, Daniele Gasparinetti.
Testo di presentazione

Hops!, festival di visual and performing arts (Link Project, Bologna 27-28-29 gennaio 2000) nasce come tentativo di sintonizzare esperienze performative appartenenti a sistemi differenti.
In Hops! si incontrano sistemi in cui convivono produzioni liminali e zone interstiziali che ospitano a loro volta ricerche sui o sub generis: rappresentative schegge creative di contemporaneità, di rado portate sullo stesso terreno di gioco fuori dalle rispettive cliniche estetiche.
Transmutazione di Incursioni, appuntamento annuale ospitato dal Link, la formula di Hops! è riconducibile alla constatazione del potenziale valore aggiunto rappresentato dalla performatività, intesa in senso espanso, in Italia.
Se non si può forse azzardare parlare di scena trainante è comunque evidente quel curioso punto di convergenza attualmente esistente fra scena di teatro e danza di ricerca (fortemente connotata dall’attenzione all’immagine e al visuale più in generale) e scena delle arti visive (attratta e sbilanciata nei suoi segmenti più innovativi verso forme di performatività ora delle opere-installazioni ora degli artisti stessi).
Ed è su quel ganglio che ci pare importante insistere, senza troppo subire i condizionamenti di un International Style artistico-visivo sedotto da una logica dell’evento dall’immagine coordinata spesso affidata ad artisti-dj, ed innestando Hops! in uno spazio per sua natura performativo e polisemico. Sono da leggersi in questo senso gli sforzi da un lato di individuare formati brevi e figure non esclusivamente di sistema ma efficaci ed aperte, e dall’altro, dalla parte degli invitati, di partecipare con progetti inediti e in situ.
Hops! sarà dunque un primo banco di prova e tentativo di verifica della pertinenza di un progetto, con l’obiettivo di riverificarlo in singoli eventi durante il corso della stagione ed aprendosi progressivamente a ciò che accade fuori d’Italia.”

Altre risorse

Regia

Opificio Ciclope
Andreas Pichler

Grafica

Graziano Mannu

Produzione esecutiva

Marisa Fontana

Montaggio

Benedetto Lanfranco

Collaboratori

Francesco Romè
Nicola Ferrari
Daniele Gasparinetti
Davide Rossi
Guido Molinari

Musica originale

AA.VV.

Produzione

A lato Link Project per RaiSatArt

Interpreti principali

Andrea Lissoni
Silvia Fanti
Luca Vitone
Daniele Gasparinetti

e gli artisti all’opera:
Marcello Maloberti – “Voglio che si sappia”
Laminarie – “Esagera”
Liliana Moro – “Acustica”
Cesare Viel – “Lost in meditation”
Valentina Favi – “Adagio”
Arbus – “Set Point (A while before selfwood)”
Margherita Manzelli – “Il soffitto è la parete” ...
Norma Jeane con Bart Sailer – “Drum Machine, Norma Jeane 2000”
Anna De Manincor & Massimo Carozzi – “Concediti un solo sollievo (Per volontà e per caso)”
CROP–RadioGladio & Sun Wu-Kung – “Soggetti Smarriti”
MK - “e-ink”
Rockenschaub – “art-djing”

Location

Bologna – Link Project

Cineprese

SONY CVC-2100 Vidicon
Canon XL 1
Bn intercome camera
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview

Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Loghi istituzionali

Altri materiali