Paul Is Dead / 2000

Paul Is Dead • 2000


Master: VHS
Nastro: sottomarca sconosciuta
Anno di produzione: 2000

Durata: 1'30”

Aspect ratio: 1,33:1

Audio: stereo

Lingue originali: italiano e inglese

Produzione: Opificio Ciclope

Genere: Demo mockumentary animazione

Sinossi e presentazione originale

Mockumentary sulla leggenda della falsa morte
di Paul McCartney.
Un esercizio di videografica che ha per soggetto la celeberrima leggenda urbana che vuole Paul McCartney morto e sostituito da un sosia nel 1966. Qui è presente in forma ridotta il demo che fu realizzato (da 3.30"). Il progetto originale era suddiviso in 8 episodi da 13 minuti.

Il progetto è diviso in 8 capitoli. La durata prevista di ognuno è di circa 13 minuti.
Di questi 2 sono occupati dalla sigla iniziale. La sigla è concepita per riassumere le basi della leggenda, nella sua versione rutilante e riproporre una volta per tutte. I capitoli, in questo modo possono essere dedicati a approfondire la narrazione e definire al meglio la sostanza e le tradizioni folkloriche dei fan dei Beatles connessi alla leggenda e, meglio, alle leggende.
I capitoli, nell’ordine attuale possono anche essere accorpati a gruppi di due, senza forzare la coerenza del blocco.

puntata 1
Keith Allison: la leggenda nella sua versione più nota, l’identità del sosia, il concorso di Tiger Beat, alcune prove de Sgt.P. “I’ve buried Paul”, “Turn me on dead man”, il testo di “How do you sleep”.

puntata 2
I am the walrus: i Beatles seppellivano, la copertina di MMT, il testo di Glass Onion, “Oh untimely death...”, la sequenza onirica di AOH con indizi, la cover box di MMT, la censura di “Cranberry sauce” nell’Anthology.

puntata 3
I saw the photograph: la ricostruzione dei personaggi attraverso i testi delle canzoni, la leggenda inglese, William Campbell, la leggenda da campus americano, Lady Madonna, la copertina di Very Together.

puntata 4
Billy Shears: l’analisi di tutti gli indizi della copertina di SgtP e dei testi, il mago Billy Shears, la reincarnazione di Yellow Submarine, la copertina di Hello Goodbye, l’analisi estensiva di Stu Sutcliffe.

puntata 5
3 beatles: i 3 o 4 maghi di MMT, la copertina posteriore di AR, il personaggio di Mal Evans, l’indizio di Only a Northern Song di Ys, Beatles vs. The Beatals, Come Together.

puntata 6
I saw the photograph: piedi nudi, mani aperte, numeri di telefono nascosti in Revolution 9, l’interpretazione cabalistica del labbro, the “butcher cover”, la copertina di Hey Jude, la Blue Album.

puntata 7
Il numero 7: le copertine di Abbey Road, il testi del WA, Pauliede l’incidente in Revolution 9, l’ossessione per il numero 9, Don’t pass me by, il testo di Tomorrow Never Knows.

puntata 8
Paul is dead: la scritta di Life, le dichiarazioni alla stampa, le copertine di McCartney, McCartney II, Venus and Mars, il video di Free as a bird, il telefim di Tartanino, Batman & Sgt.Pepper.


Altre risorse

Regia

Lucio Apolito

Soggetto

Lucio Apolito

Producer

Lucio Apolito

Videografica

Graziano Mannu
Lucio Apolito

Montaggio

Benedetto Lanfranco


Produzione

Opificio Ciclope

Musica originale

Beatles

Voice off

Bruno Pompa

Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview

Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Loghi istituzionali


HOPS! Festival di visual and performing arts / 2000

HOPS! Festival di visual and performing arts • 2000


Titolo in inglese: HOPS! Festival of visual and performing arts
Master: DVC PRO
Nastro: SONY DV 120
Anno di produzione: 2000
Durata: 15'22”
Aspect ratio: 1.33 : 1 PAL
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Coop A Lato e Link Project
Genere: documentario
Trasmesso da: RaiSatArt

Sinossi e presentazione originale

Hops!, festival di visual and performing arts (1a edizione, Link Project, Bologna 27-28-29 gennaio 2000) è un tentativo di sintonizzare esperienze performative appartenenti a sistemi differenti. In Hops! si incontrano sistemi in cui convivono produzioni crossover.
Nato da Incursioni , appuntamento annuale al Link Project, la formula di Hops! ospita realtà rappresentative del punto di convergenza esistente fra scena di teatro e danza di ricerca e scena delle arti visive. Hops! ha luogo in uno spazio per sua natura performativo e polisemico con interventi dai formati brevi e progetti inediti e in situ.
Artisti: Marcello Maloberti, Laminarie, Liliana Moro, Cesare Viel, Valentina Favi, Arbus, Margherita Manzelli, Norma Jeane, Anna De Manincor & Massimo Carozzi, CROP–RadioGladio & Sun Wu-Kung, MK, Rockenschaub. A cura di: Silvia Fanti, Andrea Lissoni, Luca Vitone, Daniele Gasparinetti.
Testo di presentazione

Hops!, festival di visual and performing arts (Link Project, Bologna 27-28-29 gennaio 2000) nasce come tentativo di sintonizzare esperienze performative appartenenti a sistemi differenti.
In Hops! si incontrano sistemi in cui convivono produzioni liminali e zone interstiziali che ospitano a loro volta ricerche sui o sub generis: rappresentative schegge creative di contemporaneità, di rado portate sullo stesso terreno di gioco fuori dalle rispettive cliniche estetiche.
Transmutazione di Incursioni, appuntamento annuale ospitato dal Link, la formula di Hops! è riconducibile alla constatazione del potenziale valore aggiunto rappresentato dalla performatività, intesa in senso espanso, in Italia.
Se non si può forse azzardare parlare di scena trainante è comunque evidente quel curioso punto di convergenza attualmente esistente fra scena di teatro e danza di ricerca (fortemente connotata dall’attenzione all’immagine e al visuale più in generale) e scena delle arti visive (attratta e sbilanciata nei suoi segmenti più innovativi verso forme di performatività ora delle opere-installazioni ora degli artisti stessi).
Ed è su quel ganglio che ci pare importante insistere, senza troppo subire i condizionamenti di un International Style artistico-visivo sedotto da una logica dell’evento dall’immagine coordinata spesso affidata ad artisti-dj, ed innestando Hops! in uno spazio per sua natura performativo e polisemico. Sono da leggersi in questo senso gli sforzi da un lato di individuare formati brevi e figure non esclusivamente di sistema ma efficaci ed aperte, e dall’altro, dalla parte degli invitati, di partecipare con progetti inediti e in situ.
Hops! sarà dunque un primo banco di prova e tentativo di verifica della pertinenza di un progetto, con l’obiettivo di riverificarlo in singoli eventi durante il corso della stagione ed aprendosi progressivamente a ciò che accade fuori d’Italia.”

Altre risorse

Regia

Opificio Ciclope
Andreas Pichler

Grafica

Graziano Mannu

Produzione esecutiva

Marisa Fontana

Montaggio

Benedetto Lanfranco

Collaboratori

Francesco Romè
Nicola Ferrari
Daniele Gasparinetti
Davide Rossi
Guido Molinari

Musica originale

AA.VV.

Produzione

A lato Link Project per RaiSatArt

Interpreti principali

Andrea Lissoni
Silvia Fanti
Luca Vitone
Daniele Gasparinetti

e gli artisti all’opera:
Marcello Maloberti – “Voglio che si sappia”
Laminarie – “Esagera”
Liliana Moro – “Acustica”
Cesare Viel – “Lost in meditation”
Valentina Favi – “Adagio”
Arbus – “Set Point (A while before selfwood)”
Margherita Manzelli – “Il soffitto è la parete” ...
Norma Jeane con Bart Sailer – “Drum Machine, Norma Jeane 2000”
Anna De Manincor & Massimo Carozzi – “Concediti un solo sollievo (Per volontà e per caso)”
CROP–RadioGladio & Sun Wu-Kung – “Soggetti Smarriti”
MK - “e-ink”
Rockenschaub – “art-djing”

Location

Bologna – Link Project

Cineprese

SONY CVC-2100 Vidicon
Canon XL 1
Bn intercome camera
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview

Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Loghi istituzionali

Altri materiali


La Famiglia Telepatica / Saul Portogallo e i mestieri del cinema. Falsa biografia di un regista mai esistito / 1999

La Famiglia Telepatica
Saul Portogallo e i mestieri del cinema.
Falsa biografia di un regista mai esistito • 1999

Master: VHS
Nastro: Basf E120 Bulk
Anno di produzione: 1999
Durata: 5'45”
Aspect ratio: 1.33 : 1
Audio: stereo
Lingue originali: italiano
Produzione: Universal Networks 1999
Genere: mockumentary
Data première: 14 giugno 2024
Proiezioni: Biografilm Film Festival 2024
Cinema Ad Astra 2024
Sinossi e presentazione originale

Episodio pilota per una serie mai realizzata sui mestieri del cinema. Genere mockumentary.
Saul Portogallo (regista immaginario) ci racconta Ii segreti del suo cinema esoterico.


Altre risorse

Regia

Paolo Caredda

Soggetto

Paolo Caredda

Producer

Nils Hartmann

Fotografia

Gigi Martinucci

Montaggio

Benedetto Lanfranco
Paolo Caredda

Videografica

Loew & associati
Graziano Mannu
Remo Boscariol

Musica originale

AA.VV.

Produzione esecutiva

Opificio Ciclope

Cast

Alessandro Zanotti
Alvio Renzini
Roberto Agus detto Spillus
Altri interpreti sconosciuti

Locations

Milano
Bologna

Camere e cineprese

Sony Handycam DCR-VX1000
Cinepresa 16 mm Beaulieu R16
Nuova digitalizzazione e restauro 2025, preview

Questo film è stato digitalizzato e restaurato
grazie al progetto "Wunderkammer",
sostenuto dal PR FESR Emilia-Romagna 2021 2027, sostegno all'innovazione e agli investimenti delle imprese culturali creative
Loghi istituzionali

Proiezioni a marchio

La Famiglia Telepatica è stata proiettata il 14 giugno 2024 al cinema Lumière sala Mastroianni, nell'ambito della retrospettiva monografica dedicata a Paolo Caredda dall'edizione 2024 del Biografilm Film Festival, intitolata Omaggio al cinema catodico di Paolo Caredda

La Famiglia Telepatica è stata proiettata il 18 ottobre 2024 al cinema Ad Astra in un programma dedicato a Paolo Caredda come evento collaterale al festival Flight, Mostra internazionale del cinema di Genova 2024


Locandine



Trailer per proiezione